Pove del Grappa - Museo dello Scalpellino Povese
NOTIZIE STORICHE
Le prime notizie sull'arte dello scalpellino povese ci furono tramandate da un notissimo architetto della fine del Cinquecento: Vincenzo Scamozzi. Nel suo volume dei dieci libri sull'architettura universale egli ci parla esplicitamente di Pove, delle sue cave, dei suoi marmi pregiati, della sua Parrocchiale, appena rifabbricata dietro suo disegno e consiglio, degli scalpellini povesi e della loro arte, già conosciuta in tutto il territorio vicentino.
Da allora i lavori per ville, palazzi e chiese commessi agli scalpellini di Pove, non si contano: sono colonne e capitelli di ogni ordine stilistico, corniciamenti, scale, caminetti e altari, finiti a regola d'arte, secondo il gusto e l'uso del tempo. I documenti del sei e settecento ci parlano di moltissime opere, grezze o finite, che passavano su ordinanza dalle botteghe artigianali di Pove a quelle dei Montin, dei Furegon, dei Marinali di Bassano.
L'arte di Pove, dunque, deve molto alle cave; ma molta parte del materiale da lavorare gli scalpellini povesi se lo facevano venire, secondo le necessità o la richiesta, altrove a partire dai paesi più vicini.
Nell'ottocento, l'arte povese, assisterà ad uno dei rilanci più particolarmente significativi della storia: dai suoi laboratori, infatti, usciranno figure di artisti tra i più rinomati e conosciuti in tutta Europa: Antonio Bosa e Giovanni Fusaro. La Grande Guerra, però, porterà l'arte dello scalpellino ad una profonda crisi: molti, infatti, dovranno emigrare per la Germania, l'Austria, la Francia, creando una crisi occupazionale senza speranze.
Tra le opere che si conservano in Italia ed in Europa ricorderemo la Basilica di Santa Teresa a Lisieux in Francia, il monumento eretto alla regina Elisabetta, il Palazzo del Governo di Berlino, il Tempio Ossario di Bassano, l'Ossario di Asiago e del Grappa. Molti modelli, cornicioni, parapetti di altare si possono ammirare presso il Museo aperto nel 1985.
Accanto a questi sono conservati scalpelli, ponciotti, martelli, bocciarde, punte, trapani, squadre, compassi, una pendola per alzare il blocco di marmo, un "violino" per forare il marmo in scultura, matite, "ponciotti" per aprire il marmo, "ramponi" per camminare sul ghiaccio, aste graduate, cassette per utensili, seghe, "scalpelloni" per pietra tenera, diversi tipi di marmo: Carrara, Chiampo, Rosso di Asiago. La mostra raccoglie, inoltre, studi grafici raffiguranti i lavori che dovevano essere portati a compimento dagli scalpellini.
Museo dello Scalpellino Povese
AGGIORNAMENTO 2003
SEDE Biblioteca Comunale, Via Marconi
PROPRIETÀ pubblica
TELEFONO 0424/80659 (Biblioteca Comunale)
RESPONSABILE Fiorella Guglielmi
ORARIO
lunedì-giovedì-venerdì 14,30-17,30
mercoledì 14,30-19,00
INGRESSO libero
| Allegato | Dimensione |
|---|---|
| museo.jpg | 34.09 KB |